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Android o Apple? Le scelte di AddictiveColors

February 9, 2012

Ho affrontato più volte l’argomento mobile, ma raramente riferito alla creazione delle applicazioni.
Le app native più diffuse sono orientate ai mercati Android e iPhone, ma su quali è meglio puntare? Se proprio dovessimo realizzare una bella applicazione ma avessimo il tempo di pubblicarla solo su un marketplace… su quale converrebbe? Oggi avete la possibilità di leggere un articolo di AddictiveColors in cui Clyo e Goffredo ci spiegheranno le motivazioni delle scelte di pubblicazione della loro applicazione Pocket Boy.

Buona lettura!

Si parla spesso della continua competizione che c’è tra il mercato Android e Apple.
Oggi vorremmo parlare della nostra esperienza in quanto sviluppatori.
Pensiamo sia utile fare una panoramica dei problemi che abbiamo dovuto affrontare, anche se si tratta di un discorso molto ampio che andrebbe sviluppato nello specifico di varie tematiche.

Si è trattato, per il nostro primo progetto , di dover scegliere tra due percorsi per la commercializzazione della nostra app ”Pocket Boy”: l’App Store di Apple e l’Android Market di Google appunto. Per diverse ragioni la scelta è ricaduta sull’App Store di Apple, ma vorremmo sottolineare che le nostre scelte si sono basate su ciò che poteva essere più appropriato per le nostre specifiche esigenze, non intendiamo sponsorizzare un mercato piuttosto che un altro, ma spiegare nel modo più obbiettivo possibile i quesiti che ci siamo posti per effettuare queste scelte.

Siamo partiti da un’ idea di produrre un prodotto piccolo ma funzionale e di qualità, volto ad a stabilire un processo produttivo e creativo che ci desse modo di studiare questo nuovo mercato e concretizzare altre idee personali in futuro. Avevamo dunque bisogno di accumulare esperienza focalizzandoci sulle nostre vere necessità.
Rispetto alla frammentazione del mercato Android presente su innumerevoli device con notevoli variazioni nelle caratteristiche tecniche, il mercato di Apple si sviluppa principalmente attorno a due famiglie di device (iPad e iPhone), il che significa costi minori per lo sviluppo e per il testing. Sarebbe stato difficoltoso per noi assicurare la stessa qualità grafica ed adattare l’applicazione all’enorme quantità di device Android che si differenziano per risoluzione, densità dello schermo, e prestazioni, rispetto che focalizzarci su uno sviluppo più uniforme e mirato per poter concentrare le nostre risorse in maniera più efficiente.

Il Kit di sviluppo che ci offriva Apple (iOS SDK, ambiente di sviluppo integrato Xcode, etc.) unito alla licenza per lo sviluppo sulla piattaforma iOS comportano un costo che su Android non hai, tuttavia il costo ci è sembrato relativamente basso a parità di un servizio di qualità più elevata. Per lo sviluppatore, abbiamo una serie di strumenti ad-hoc per la piattaforma in questione ed il progresso di essi è notevolmente migliorato dal 2008, anno in cui è stato offerto il primo kit di sviluppo per app native su iOS. Su Android, lo sviluppo è generalmente basato su plugin che estendono le funzionalità di ambienti di sviluppo esistenti ed open source (Eclipse IDE) e sebbene questo approccio sfrutti una base di codice pre-esistente e collaudata nel tempo, si porta appresso anche elementi che non sono essenziali per lo sviluppo di app Android, ma che appesantiscono il software, e può evolversi sottostando a limitazioni del componente che si sta estendendo e con strumenti che possono essere poco adatti allo scopo. Lo sviluppo di Eclipse non è guidato da Google, la quale non ha mostrato interesse di creare una nuova versione di Eclipse ottimizzata allo scopo (una “fork” del progetto) o di sviluppare una suite di applicazioni per lo sviluppo AndroidXcode, l’ambiente di sviluppo integrato (o IDE) offerto da Apple, è nato dalle ceneri degli sviluppi della NeXT negli anni ’80-’90 ed è un’applicazione multifunzione sviluppata internamente da Apple che ne sta curando lo sviluppo molto attentamente. L’attenzione di Apple al renderlo uno strumento di sviluppo completo è andata a 360 gradi, investendo molte risorse per migliorare o creare da zero nuovi strumenti per gli sviluppatori iOS e Mac.

Un altro importante elemento risiede nella qualità di documentazione e supporto per gli sviluppatori offerto da entrambi, aspetti che solitamente vengono lasciati per ultimi e meno importanti per ragioni economiche, di tempo, di abitudine, o anche ideologiche. La documentazione offerta da entrambi si differenzia sia per ragioni qualitative, ma anche per il tipo di lettore a cui mirano: il mercato iOS è generalmente più attento per quanto riguarda aspetti di design come uniformità dell’esperienza utente od organizzazione dell’interfaccia grafica, presentazione ed usabilità alla pari della funzionalità. Tale aspetto è evidente anche solo guardando il materiale offerto da Apple e Google, anche se quest’ultima sta facendo dei passi avanti su tutti i loro prodotti per quanto riguarda tali tematiche.
Oltre ad un’ottima documentazione e un efficiente supporto tecnico, per quanto riguarda la nostra esperienza personale, abbiamo trovato una gradita attenzione verso la comunità degli sviluppatori da parte di Apple: oltre a gestire il rapporto con lo sviluppatore 1-ad-1 (Bug Reporter, Richiesta di Incidente Tecnico), i forum ufficiali riservati agli sviluppatori con licenza sono ben moderati, organizzati, e molto seguiti da Apple stessa e da importanti membri dei loro team di sviluppo attivi anche ad esortare utenti a segnalare bachi che siano poi diretti verso i team giusti. Traspare una volontà di creare una comunità di sviluppatori forte e vivace in un altrettanto potente e vasto ecosistema che spazia dai PC, agli smartphone, ed ai tablet.
Sul mercato Android c’è più libertà di sviluppo, Google si pone infatti da sempre come un marchio libero e sappiamo che a molte persone del campo i controlli e le restrizioni di Apple on vanno a genio. Ma sapere che il nostro prodotto prima della pubblicazione sarebbe stato soggetto a scrupolosi controlli sulla qualità non ci ha dato per nulla fastidio, anzi l’abbiamo vista come un’opportunità di offrire più sicurezza al consumatore, incentivandolo nell’acquisto.
Il mercato Apple ci dava visibilità sotto un marchio che per molti è sinonimo di garanzia e prodotti di qualità, rispetto al mercato Android. La questione della sicurezza su Android è una questione delicata:da una parte Google si è impegnata a permettere agli sviluppatori di aggiungere app sul Market e di caricare aggiornamenti ad app esistenti praticamente immediatamente, senza un’attesa che sull’App Store di Apple può durare fino ad una settimana (o più in rari casi) anche se esiste la possibilità di richiedere una recensione di “emergenza” con tempi molto più corti.

Infine, dal punto di vista puramente economico era da considerare i l fatto che l’utente Apple per registrarsi all’Apple Store deve avere una forma di pagamento valida (carta di credito) ed è quindi statisticamente più propenso all’acquisto di app rispetto all’utente Android che preferisce app gratuite o “freemium”. Anche se ci sono casi di prodotti freemium esemplari (vedi Angry Birds), non potevamo basarci su quel tipo di commercializzazione per il nostro prodotto: la pubblicità risciava di essere troppo invasiva compromettendo l’esperienza che avevamo l’obbiettivo di trasmettere.

Non escludiamo tuttavia la possibilità futura di un passaggio su Android: c’è sempre da considerare uno sviluppo anche in quel tipo di mercato con più libertà, ma meno tutele per i suddetti motivi, che per ora non ci sentivamo di affrontare.

 

2 Comments

  1. Clyo says:

    Grazie mille per questa opportunità! Ciao

  2. ilaria says:

    Grazie a voi per la carrellata di informazioni e esperienze personali! :)

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